Hanno avuto da ridire recentemente...
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L’ho intravista dalla porta socchiusa, nel tailleur beige, scarpe e borsa coordinate. Ha il viso pallido e lievemente affaticato, ma è bella come sempre.
Ho davanti a me la sua cartella clinica con il risultato della colonscopia e della biopsia. Non c’è alcun dubbio, non ci siamo sbagliati, la diagnosi è delle peggiori: carcinoma colorettale T4, N2, M1. Vuol dire che è già sbocciato, come un fiore, irradiandosi dappertutto oltre il previsto.
La faccio entrare. Si siede davanti a me, tesa come uno studente che aspetti la domanda finale dell’esame.
Dovrei dirle che è stata sfortunata, ha solo 27 anni, che stiamo lavorando perché nessuno si ammali più, che abbiamo scoperto un virus responsabile di tutto ciò e lo combatteremo. Dovrei dirle che non si preoccupi, che sarà sottoposta a un’emicolectomia destra con rimozione dell’ultima ansa ileale e che non le farà troppo male, dovrei dirle che dopo dovrà sottoporsi a due, tre cicli di chemioterapia e le cadranno tutti i capelli e potrà indossare una bella parrucca del colore dei suoi capelli o una bandana, come usano le ragazze di oggi.
Dovrei dirle che comunque sarà un trattamento palliativo perché è giovane e le cellule proliferano in fretta, che nella migliore delle ipotesi sopravviverà per dieci, undici mesi, anche se abbiamo la certezza che non saranno più di sei.
Ma oggi è più bella di tutte le altre volte in cui è stata qui e il naso le disegna un’ombra sottile sulla bocca imbronciata. E’ stata dal parrucchiere e ha le mani curate.
Non serve a nulla che le dica tutto questo, non cambierà niente.
Le sorrido complice e le dico che non c’è niente di grave, una piccola infiammazione, i dolori che avverte sono dati dai diverticoli. Un buon antibiotico e dieta e passerà in fretta. Che è strano, alla sua età, ma può capitare.Che ci vedremo tra sei mesi per un controllo.
I suoi occhi finalmente si illuminano. Mi chiede se ne sono sicuro, ma ho sessantadue anni e non posso sbagliarmi, lo sa anche lei.
La seguo mentre si allontana, passo improvvisamente leggero, e sono felice di aver lasciato intatta la sua bellezza.